La verità sulle aste pt. 1: asta ≠ famiglia in strada
Se ti è capitato, sai anche com'è andata: non sapevi bene cosa rispondere. In certi casi ti è venuto pure il dubbio che avessero ragione loro. Succede a tantissime persone, ed è un tema che crea un po' di disagio e di imbarazzo.

Ti dico subito una cosa: la verità è molto diversa, e le cose non funzionano affatto
come ti vogliono far credere. Non è una questione di opinioni: abbiamo i dati.
Questo è il primo articolo della serie "La verità sulle aste".
Ecco l'indice:
- Il mito che tutti hanno sentito
- Non tutte le aste sono uguali
- I numeri: quante aste riguardano davvero famiglie in difficoltà
- E l'altra metà delle case?
- Come scoprire la situazione di una casa
Sei prontƏ a sfatare il mito? Iniziamo.
Il mito che tutti hanno sentito
La frase è sempre la stessa più o meno: "Chi compra una casa all'asta dovrebbe
vergognarsi di toglierla a una famiglia in difficoltà".
Chi la ripete di solito ha un tono da persona che la sa lunga, ma in realtà
non conosce il mercato delle aste. Non ha controllato come stanno davvero le cose
e, ti dirò di più, è anche piuttosto impreciso nel raccontare quello che pensa.
Il problema è che il mito è efficace. Funziona perché fa leva sull'emotività,
e così qualcuno finisce per crederci. Vediamo come stanno davvero le cose.
Non tutte le aste sono uguali
Esistono vari tipi di aste giudiziarie, e il mito vale al massimo per uno di questi.
Le esecuzioni (o espropriazioni) sono le procedure con cui il Tribunale vende una casa
pignorata a chi non ha pagato un debito. È da qui che nasce l'immagine della famiglia in difficoltà.
Ma non tutte le aste sono così: ci sono anche case di proprietà di aziende, case ereditate
che gli eredi vogliono vendere e altre situazioni particolari.
Ne avevamo parlato qualche mese fa in questo articolo:
le aste non sono immorali.
Se te lo sei perso, dagli una lettura. E in moltissimi casi, come vedremo adesso,
nessuna famiglia è a rischio.
I numeri: quante aste riguardano davvero famiglie in difficoltà
Abbiamo fatto questa analisi tre settimane fa e in tutta Italia erano attive 9.648 aste.
Ecco cosa sappiamo per certo:
- • 1.741 aste (18%) erano case libere, cioè in cui non vive nessuno. Lo sappiamo perché è scritto nella perizia, la relazione tecnica redatta da un esperto nominato dal Tribunale. Se compri una di queste case, nessuno finirà sotto i ponti.
- • 1.379 aste (14%) erano seconde case messe in affitto. Con una seconda casa data in locazione, nessuna povera famigliola rischia di finire in mezzo alla strada.
- • 1.604 aste (17%) non erano né esecuzioni né espropriazioni: case di aziende, di eredi che vogliono vendere un immobile ereditato, di anziani che vendono una loro proprietà con l'aiuto di un amministratore di sostegno, e altri casi particolari.
A questo punto la verità è chiara: comprare casa all'asta non equivale affatto a toglierla a una famiglia indebitata.
E l'altra metà delle case?
Giusta domanda. Il resto delle aste è da approfondire, caso per caso.
Alcune case potrebbero essere libere anche se non è indicato nei dati dell'asta.
In altri casi la perizia è datata e dice che la casa è occupata, ma nel frattempo
chi ci viveva l'ha già lasciata. Ricorda che tra la perizia e l'asta possono
passare anche uno o due anni.
Per questo è importante andare a visitare l'immobile: la visita è gratuita, si può
annullare senza penali e ti mostra la situazione di oggi, non quella di due anni fa.
E se la casa fosse ancora occupata? Potresti pensare di scambiare due parole con l'attuale proprietario
e capire se ha già trovato un'alternativa. A quel punto hai tutti gli elementi per
decidere se partecipare all'asta oppure no. Sei tu a scegliere, con le informazioni giuste in mano.
Come scoprire la situazione di una casa
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stato di occupazione dell'immobile: libero, in corso di liberazione, occupato,
occupato senza titolo oppure in affitto. Per ogni asta, in un colpo d'occhio.
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